ALICE CARAMASCHI
Ci racconta il suo Viaggio in Brasile...
Arrivando a Salvador dopo 12 ore di aereo, dove l'odore delle discariche all'aperto è insopportabile, parto per UTHINGA un paese all'interno di BAHIA distante 8 ore di corriera. All'asilo dove presto assistenza mi colpisce vedere i bimbi dormire per terra e mangiare tutti i giorni insalata, riso e fagioli. Le strade di terra battuta diventano fogne all'aperto dove la pioggia porta via tutto, una realtà diversa dalla nostra. In paesi così poveri, rabbrividisco nel vedere il mercato dove la carne è posta sopra tavole di legno con sotto i cani che dormono. Ma un’emozione grande è stata andare nelle favelas (molto pericolose) dove ho incontrato un bimbo di un'adozione a distanza. Un altro posto che mi ha colpito sono gli “allagados” o baracche sull'acqua dove vivono all'estremo della civiltà e non c’è nessuna forma di pulizia. Ho visto anche posti spettacolari fuori dal mondo, raggiungibili solo a piedi dove l’acqua è limpidissima e la natura incontaminata ma... (c’è un bar in mezzo al nulla) e lungo il percorso qualche capanna di una povertà estrema. Nonostante i missionari portino istruzione e civilizzazione ci hanno raccontato che appena i missionari vanno via loro tornano alle loro abitudini, per alcuni, stare davanti a casa ad aspettare... E' stato un viaggio troppo breve per capire ed entrare nelle loro problematiche, per me era comunque una vacanza, mi ha colpito vedere nonostante la loro povertà, i loro sorrisi e la voglia di comunicare. Soffermandomi su quello che stiamo vivendo capisco anch’io quanto un sorriso, un abbraccio sia importante nella nostra vita.